Equiseto dei campi
Equisetum arvense

La forma biologica della specie è geofita rizomatosa, ossia sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei detti rizomi (un fusto ipogeo dal quale, ogni anno, si dipartono radici e fusti aerei). In realtà anche durante i periodi più avversi la pianta deve continuare a vivere per cui alcuni brevi rami ipogei laterali si trasformano in tuberi rotondi contenenti sostanze di riserva per lo svernamento. Il ciclo biologico è perenne. L'altezza media varia da 10 a 60 cm (massimo 100 cm).

Fusto
Parte ipogea: la parte ipogea del fusto consiste in un rizoma orizzontale lungamente strisciante con ingrossamenti tuberiformi (vedi sopra) e varie ramificazioni a volte anche intricate che danno luogo a germogli aerei eretti e quindi ai corrispondenti fusti epigei. I germogli hanno la caratteristica di essere provvisti di una sola cellula apicale, molto grande, a forma di tetraedro (più o meno piramidale), dalla quale si generano per divisione le cellule successive per lo sviluppo del fusto adulto.
Parte epigea: la parte epigea (detta anche più precisamente culmo) consiste in due tipi di fusti:
fusti sterili, ruvidi di colore verde e quindi fotosintetici. In questi fusti le foglie sono così poco significative che il fusto si sostituisce ad esse per il processo fotosintetico tramite degli stomi superficiali (ossia delle cellule clorofilliane che sono a contatto con l'epidermide per lunghi tratti). Questi fusti sono ramificati con una dozzina di rametti a quattro coste posti in verticilli alla base delle foglie a sua volta poste nei nodi del fusto; anche i rametti sono articolati in nodi e relativi internodi e quelli superiori sono progressivamente più brevi. I fusti raggiungono l'altezza massima di circa 60 cm; questi secondi fusti si sviluppano solamente dopo che quelli fertili hanno assolto alla loro funzione riproduttiva;
fusti fertili, bianchicci o bruni (a volte di colore giallastro) e quindi privi di clorofilla), atti alla riproduzione; normalmente non ramificati ma con nodi e internodi con un solo strobilo apicale di sporofilli (foglia modificata che porta gli sporangi, alloggiamento delle spore - i “semi” delle Pteridophyte); anche in questo fusto ai nodi sono presenti delle foglie ma quasi mai i rami; lo strobilo termina in modo arrotondato (non mucronato).
Entrambi i fusti sono fortemente scanalati longitudinalmente (sono alati) e suddivisi in diversi nodi e relativi internodi; le striature verticali (da 6 a 19) presentano inoltre la particolarità di essere sfalsate passando per due internodi contigui. I fusti sono cavi (cavità midollare) o fistolosi, infatti all'interno è presente una sottile cavità longitudinale; questa, nel caso della specie di questa scheda, è larga almeno il doppio delle cavità laterali (in genere 2 – 5 volte quelle laterali, in tutti i casi 1/3 del diametro totale). Inoltre, sempre nell'Equistum arvense, i fusti, ma anche i rami, sono senza vistose sporgenze silicizzate.
Diametro dei fusti : 1 – 5 mm. Altezza dei fusti fertili: 10 – 20 cm. Altezza dei fusti sterili: 20 – 50 cm. Lunghezza della spiga fertile (strobilo): 1,5 – 4 cm. Lunghezza media dell'internodo : 2 – 3 cm.