Peronospora della cipolla
Peronospora destructor

È un organismo simile a un fungo, oggi classificato tra i protisti. Esso è un parassita obbligato, caratterizzato da micelio non settato. Produce due tipi di spore: oospore di origine sessuale e sporangi di origine agamica prodotti in sporangiofori che emergono dagli stomi delle piante infette. Gli sporangiofori hanno rami primari e rami secondari e sterigmi ricurvi. Gli sporangi, sub-ialini e piriformi, sono caratterizzati da parete sottile, con una papilla all'estremità distale e misurano 18-30 x 40-70 µm. Le oospore, con parete ispessita e di forma sferica hanno un diametro di 40 –45 µm.

L'organismo provoca una grave malattia della cipolla e di altre liliacee del genere Allium, sulle quali può causare gravi danni alla produzione di bulbi.

La peronospora della cipolla si manifesta sulla parte epigea della pianta, colpendo foglie e scapi fiorali. In genere i sintomi iniziano a manifestarsi sulle foglie più vecchie, sulle quali compaiono macchie allungate, longitudinali, di dimensioni variabili e, se osservate di primo mattino, di colore violetto per la presenza degli sporangi formatisi di notte. Nel corso della giornata, gli sporangi vengono liberati e dispersi nell'aria, ma sulle foglie rimane una patina grigio – biancastra costituita dagli sporangiofori. In condizioni ambientali idonee nuovi sporangi vengono prodotti e il ciclo si ripete. Successivamente, le foglie colpite ingialliscono, disseccano all'apice e tendono a piegarsi verso terra andando incontro a marcescenza. Se si instaurano condizioni siccitose la malattia rallenta e la pianta può emettere nuove foglie ed apparentemente riprendersi; ma non appena le condizioni tornano ideali, l'organismo riprende la sua attività. Sui tessuti colpiti si possono osservare colonizzazioni da parte di patogeni secondari, in particolare Alternaria spp. e Stemphylium botryosum. Le infezioni possono aversi anche sui peduncoli fiorali con successiva morte dell'infiorescenza.

Le piante infette deperiscono; la riduzione dell'apparato fotosintetizzante, che può essere completamente distrutto in 4-5 settimane, si ripercuote sui bulbi che rimangono piccoli e di scarsa qualità, mentre la produzione di seme diminuisce per la morte delle infiorescenze. Gravi attacchi possono portare a perdite di produzione del 60 – 75%; nel caso delle cipolle da insalata si sono registrate perdite anche del 100% dei bulbi.